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HACCP in pizzeria: punti critici, impasti e registrazioni

Aggiornato il 6 ottobre 2026A cura del team HelpwebnetLettura: 8 minuti

In pizzeria i punti da tenere sotto controllo non sono quelli di una cucina classica: la maturazione degli impasti in frigo (con lotto delle farine, data e temperatura), il banco farciture aperto per tutto il servizio, la conservazione di mozzarella e latticini e gli allergeni, a cominciare da glutine e latte. Se servi anche patatine fritte, si aggiungono le misure contro l’acrilammide del Reg. UE 2017/2158.

In breve
  • Ogni contenitore di panetti deve dire data dell’impasto e lotto della farina: è quello che ti serve in caso di richiamo.
  • Il banco farciture può stare fuori dal frigo solo per periodi limitati: il piano deve dire per quanto e cosa si fa a fine servizio.
  • Allergeni tipici: glutine e latte quasi ovunque, ma anche pesce (acciughe), frutta a guscio (pistacchio, alcuni pesti), crostacei e molluschi.
  • Patatine fritte: frittura sotto i 175 °C e guida dei colori esposta in cucina (Reg. UE 2017/2158).
Pizzaiolo che allarga un panetto di impasto sul banco infarinato
In pizzeria i punti critici sono maturazione degli impasti, banco farciture, latticini e allergeni.

Il flusso di una pizzeria in 6 passaggi

  1. Ricevimento. Farine, pomodoro, latticini, salumi. Controlla DDT, lotto e temperatura dei freschi: per il trasporto dei formaggi freschi e della ricotta il riferimento è da 0 a +4 °C (D.P.R. 327/1980, Allegato C).
  2. Stoccaggio. Farine in luogo asciutto, sacchi sollevati da terra e chiusi dopo l’apertura; latticini e salumi in frigo con le soglie del piano.
  3. Impasto e maturazione. Il punto più tipico della pizzeria: impasti che restano in frigo da un giorno all’altro.
  4. Staglio e conservazione dei panetti. Cassette identificate e coperte.
  5. Farcitura al banco. Ingredienti esposti per tutto il servizio, mani che passano da un contenitore all’altro.
  6. Cottura e uscita. Al tavolo, al banco o in cartone per l’asporto.

Impasti e maturazione in frigo: cosa registrare

Nessuna norma fissa una temperatura o una durata per la maturazione: le decide il tuo piano, in base alla tua ricetta. Quello che il piano deve garantire è che ogni impasto si possa identificare e ricondurre alle sue materie prime. Per ogni impasto annota:

  • data e ora dell’impasto;
  • lotto della farina (e degli altri ingredienti che vuoi tracciare, come il lievito);
  • la temperatura del frigo di maturazione, nei controlli del registro;
  • la data entro cui i panetti vanno usati, secondo il tuo piano.

Perché il lotto della farina? L’art. 18 del Reg. (CE) 178/2002 chiede di sapere da chi hai comprato ciò che usi. Se un mulino richiama un lotto, con l’etichetta sulla cassetta sai in pochi minuti quali panetti togliere e quali no: la procedura è nella guida al richiamo dei prodotti alimentari.

Un’etichetta essenziale per la cassetta: «Impasto 14/10 ore 16:30 — farina lotto L2418 — usare entro 16/10».

Il banco farciture durante il servizio

Il Reg. 852/2004 (Allegato II, cap. IX, punto 5) consente di derogare al controllo della temperatura solo per periodi limitati e se non c’è rischio per la salute. Il banco farciture è proprio uno di questi casi, e va regolato per iscritto:

  • banco refrigerato o no? Se il banco non è refrigerato, il piano indica per quanto tempo gli ingredienti deperibili possono stare fuori;
  • piccole quantità e rabbocchi frequenti dal frigo, senza versare prodotto fresco sopra quello rimasto;
  • un cucchiaio o una pinza per contenitore, soprattutto per gli ingredienti con allergeni (pesti, acciughe, granelle): il Reg. 852/2004 (cap. IX, punto 9) chiede che gli utensili usati per allergeni siano puliti prima di passare ad altri alimenti;
  • a fine servizio decidi in anticipo cosa torna in frigo, coperto e con data, e cosa si butta.

Il dubbio su cosa registrare ogni giorno si risolve con il registro temperature: frigo impasti, frigo latticini, banco refrigerato se c’è.

Mozzarella e latticini: conservazione e scadenze

Fior di latte, mozzarella di bufala, ricotta e provola sono gli ingredienti più delicati della pizzeria. Qualche regola pratica:

  • conserva alla temperatura indicata in etichetta dal produttore e controlla la temperatura all’arrivo;
  • quando apri una confezione grande, scrivi la data di apertura sul contenitore e usala entro il tempo fissato dal piano;
  • la mozzarella tagliata e messa a sgocciolare è una preparazione: contenitore coperto, in frigo, con data;
  • la ricotta per i ripieni dei calzoni si prepara in quantità da usare in giornata o secondo il piano.

Il formaggio è anche un allergene (latte): conta anche quello grattugiato sulla margherita e quello nella panatura di un fritto.

Allergeni tipici di una pizzeria

Il menu della pizzeria è pieno di allergeni «nascosti». Ecco dove si trovano più spesso tra i 14 dell’Allegato II del Reg. (UE) 1169/2011:

IngredienteAllergeneDa verificare
Impasto, pane, panature, pastelleCereali contenenti glutineFarine miste e semole
Mozzarella, fior di latte, ricotta, Parmigiano, pannaLatteAnche nei condimenti pronti
Acciughe, tonnoPesceSalse e paté
GamberettiCrostaceiMisti mare surgelati
Cozze, vongole, calamariMolluschiSughi ai frutti di mare
Pistacchio, granelle, pestiFrutta a guscioIl pinolo non è nell’elenco, ma molti pesti pronti contengono anacardi: leggi l’etichetta
Uovo (es. pizza Bismarck), pastelleUovaImpasti speciali
Salumi, wurstel, salsePossibili latte, senape, sedano, solfitiScheda tecnica del fornitore

Come nei ristoranti, l’informazione deve essere riconducibile a ogni pizza prima che venga servita: sul menu, su un registro, su un cartello o su un sistema digitale (D.Lgs. 231/2017, art. 19 c. 8). Se il cliente chiede una pizza senza un ingrediente, ricorda che pala, banco e forno sono condivisi: non promettere ciò che non puoi garantire. Approfondisci nella guida agli allergeni al ristorante.

Fritti e patatine: le regole sull’acrilammide

Molte pizzerie servono anche fritti. Per le patatine il Reg. (UE) 2017/2158 chiede agli operatori della vendita al dettaglio, ristorazione compresa, alcune misure precise (Allegato II, parte A):

  • patate fresche conservate sopra i 6 °C;
  • prima di friggere, ammollo in acqua fredda o immersione in acqua calda e risciacquo (per i prodotti surgelati valgono le istruzioni di cottura);
  • temperatura di frittura inferiore a 175 °C e comunque la più bassa possibile;
  • olio mantenuto pulito schiumando spesso briciole e frammenti;
  • una guida cromatica esposta dove si frigge, per non andare oltre il dorato.

Un’altra attenzione: se nella stessa friggitrice passano crocchè, panzerotti e frittura di pesce, l’olio porta con sé latte, glutine e pesce. Se è così, scrivilo nell’informazione allergeni.

Check-list di apertura e chiusura

AperturaChiusura
Temperatura frigo impasti e frigo latticini registrataIngredienti del banco: in frigo coperti con data, oppure eliminati
Panetti del giorno: data e lotto leggibili sulle cassettePanetti avanzati: etichetta controllata, scarto se oltre la data
Banco farciture pulito, utensili uno per contenitoreBanco, pale e piani di lavoro puliti secondo il piano pulizie
Registro allergeni aggiornato con le pizze del giornoOlio della friggitrice valutato e schiumato
Lavamani con sapone e cartaRifiuti fuori, contenitori chiusi

Per un controllo più completo usa la nostra checklist del controllo ASL.

FoodTrace per pizzerie: ricette, lotti di impasto, etichette

In FoodTrace l’impasto si gestisce come una preparazione: lo crei dalla ricetta, ottieni un lotto rintracciabile collegato al carico della farina e stampi l’etichetta per la cassetta. Le pizze sono ricette che ereditano gli allergeni dagli ingredienti, quindi il registro allergeni si aggiorna quando cambi un fornitore. Frigoriferi con soglie e avvisi, check-list di apertura e chiusura e non conformità completano il quadro.

FoodTrace è uno strumento di supporto: tiene in ordine registrazioni, ricette e controlli, ma il piano di autocontrollo e l’analisi dei rischi restano responsabilità tua e del tuo responsabile HACCP. Il canone base è indicativamente di 24 € al mese per sede, IVA esclusa; i moduli aggiuntivi si aggiungono al preventivo.

Preferisci parlarne a voce? Chiamaci allo 081 1818 7885 o scrivi a foodtrace@helpwebnet.com.

Domande frequenti

Serve il manuale HACCP anche per una pizzeria al taglio?

Sì. Ogni attività che prepara e vende alimenti deve avere procedure di autocontrollo basate sui principi HACCP (Reg. 852/2004, art. 5), proporzionate alle dimensioni. Se mancano, la sanzione va da 1.000 a 6.000 euro (D.Lgs. 193/2007, art. 6).

Devo registrare la temperatura dell’impasto in frigo?

Se il tuo piano individua la maturazione in frigo come fase da controllare, sì: registra la temperatura del frigo e identifica ogni impasto con data e lotto della farina. Temperatura e durata le stabilisce il piano, non una norma.

La farina va tracciata?

Sì, come ogni materia prima: conserva DDT e lotto e collega il lotto agli impasti. È ciò che ti permette di rispondere a un richiamo senza buttare tutto.

Il pesto con i pinoli contiene frutta a guscio?

Il pinolo non è tra la frutta a guscio dell’Allegato II del Reg. UE 1169/2011, ma molti pesti pronti contengono anacardi o altra frutta a guscio, e quasi tutti contengono formaggio (latte). Leggi sempre l’etichetta del prodotto che usi.

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Fonti: Reg. (CE) 852/2004, testo consolidato (EUR-Lex) · Reg. (UE) 1169/2011 (EUR-Lex) · Reg. (CE) 178/2002 (EUR-Lex) · Reg. (UE) 2017/2158 acrilammide (EUR-Lex) · D.Lgs. 231/2017, art. 19 (Normattiva) · D.Lgs. 193/2007, art. 6 (Normattiva) · D.P.R. 327/1980 (Normattiva)