Il registro delle temperature è la scheda in cui annoti, a orari stabiliti, la temperatura di frigoriferi, celle e congelatori, con la firma di chi ha letto e cosa hai fatto se il valore era fuori limite. La legge non impone un modulo preciso: impone di non interrompere la catena del freddo e di documentare i controlli in modo adeguato alla tua attività. Qui trovi i valori di riferimento, quattro esempi di azione correttiva e un modello da stampare.
- Obbligo: controllare e documentare, non usare un modulo specifico; va bene anche il digitale.
- Limiti e frequenza li fissa il tuo piano di autocontrollo; i valori del Reg. 853/2004 sono il riferimento più usato.
- Se il valore è fuori soglia scrivi cosa è successo, cosa hai fatto e chi l’ha fatto: è la parte che più spesso manca.

Cosa dice la norma (e cosa no)
Nessuna legge europea o italiana impone un modulo prestampato per le temperature. Il Reg. (CE) 852/2004 chiede due cose diverse, che il registro mette insieme.
Reg. 852/2004 e catena del freddo: obbligo di controllo, non di un modulo
L’Allegato II, capitolo IX, punto 5 stabilisce che materie prime, semilavorati e prodotti finiti che possono favorire la crescita di microrganismi non vanno conservati a temperature rischiose e che la catena del freddo non deve essere interrotta. Sono ammesse brevi deroghe per esigenze pratiche (preparazione, trasporto, esposizione), purché non creino un rischio per la salute.
L’articolo 5 chiede invece procedure basate sui principi HACCP: sorvegliare i punti critici, stabilire le azioni correttive e tenere documenti e registrazioni adeguati alla natura e alle dimensioni dell’impresa. Il registro delle temperature è la prova scritta che quella sorveglianza avviene davvero.
Perché frequenze e limiti li fissa il tuo piano
La Comunicazione della Commissione 2022/C 355/01 ricorda che il piano deve dire chi sorveglia, quando e con quali modalità, e che nelle piccole imprese la documentazione può essere semplificata. Per questo un bar con due frigoriferi e un centro cottura con dieci celle avranno registri diversi: entrambi corretti, se coerenti con il proprio manuale HACCP.
Temperature di riferimento più usate
I valori qui sotto vengono dalle norme sugli alimenti di origine animale e sui surgelati. Sono scritti per stabilimenti e trasporti, ma nella ristorazione sono il riferimento più usato per fissare i limiti dei frigoriferi. Il tuo piano può prevedere soglie più prudenti.
| Alimento | Riferimento | Fonte |
|---|---|---|
| Carni fresche (bovine, suine, ovine) | non oltre +7 °C | Reg. 853/2004, All. III |
| Frattaglie | non oltre +3 °C | Reg. 853/2004, All. III |
| Carni di pollame | non oltre +4 °C | Reg. 853/2004, All. III |
| Carni macinate | non oltre +2 °C | Reg. 853/2004, All. III |
| Preparazioni di carne (salsicce, spiedini…) | non oltre +4 °C | Reg. 853/2004, All. III |
| Prodotti della pesca freschi o decongelati, crostacei e molluschi cotti refrigerati | temperatura vicina a quella del ghiaccio in fusione | Reg. 853/2004, All. III |
| Prodotti della pesca congelati | non oltre −18 °C | Reg. 853/2004, All. III |
| Alimenti surgelati | −18 °C o meno; nei banchi di vendita tollerate oscillazioni fino a 3 °C | D.Lgs. 110/1992, art. 4 |
| Latticini, salse, piatti pronti, prodotti confezionati | quella indicata in etichetta dal produttore | Etichetta / piano di autocontrollo |
Ogni quanto rilevare
La frequenza la decide il piano in base al rischio. Molti piani di bar e ristoranti prevedono due letture al giorno, più quelle legate a eventi particolari:
- all’apertura, per accorgersi di problemi notturni (porta rimasta aperta, interruzione di corrente);
- a fine servizio o alla chiusura, quando il frigo è stato aperto di continuo;
- dopo lo scarico della merce, perché un carico grande alza la temperatura per un po’;
- dopo un guasto, un black-out o lo sbrinamento, per verificare il ritorno in soglia.
Dove possibile la Commissione suggerisce una sorveglianza continua dei punti critici: una sonda che registra sempre vale più di due letture a mano, perché vede anche quello che succede di notte.
Come compilare il registro riga per riga
- Identifica l’apparecchio. Ogni frigo, cella o congelatore ha un nome o un numero, lo stesso usato nella planimetria del manuale (es. «Frigo 2 – pesce»).
- Scrivi il limite. In testa alla scheda indica la soglia fissata dal piano: chi rileva deve sapere subito se il valore è buono.
- Leggi il termometro. Usa il display o, meglio, un termometro di controllo verificato periodicamente; annota il valore così com’è, anche se è fuori soglia.
- Data, ora e firma. Ogni riga ha data, ora e sigla di chi ha letto. Senza firma la registrazione non è riconducibile a nessuno.
- Esito. Indica «conforme» oppure «non conforme» e, in quel caso, il rimando all’azione correttiva.
- Verifica. A fine settimana il responsabile controlla le schede e firma: è la verifica prevista dal sesto principio HACCP.
Valore fuori soglia: cosa fare e cosa scrivere
Qui si gioca la differenza tra un registro compilato e un registro utile. Un valore fuori limite non è di per sé un problema: lo diventa se nessuno se ne accorge o se non c’è traccia di cosa è stato fatto. Per ogni anomalia annota cinque cose: valore rilevato, causa probabile, cosa hai fatto con gli alimenti, cosa hai fatto con l’apparecchio, chi ha agito e la verifica successiva.
Quattro esempi di azione correttiva compilata
| Situazione | Cosa è successo | Cosa scrivere nel registro |
|---|---|---|
| Porta aperta | Alle 7:30 il frigo latticini segna +9 °C: la porta era rimasta socchiusa dopo la chiusura. | «+9 °C ore 7:30. Porta non chiusa. Prodotti valutati secondo procedura del piano: yogurt e panna scartati, formaggi stagionati mantenuti. Porta chiusa, ricontrollo ore 8:15: +4 °C. Firma M.R.» |
| Guasto | La cella carni è a +11 °C e il compressore non riparte. | «+11 °C ore 10:00. Guasto compressore. Carni trasferite in cella 2 (+3 °C) alle 10:10. Chiamato tecnico, intervento ore 15:00. Cella di nuovo a +3 °C ore 17:30. Firma G.T.» |
| Sbrinamento | Durante il ciclo automatico di sbrinamento il display mostra +8 °C. | «+8 °C ore 11:00 in sbrinamento automatico. Nessuna azione sugli alimenti. Ricontrollo ore 11:40: +3 °C. Firma A.B.» |
| Carico caldo | Il frigo di linea sale a +8 °C dopo l’inserimento di una teglia di sugo ancora tiepido. | «+8 °C ore 16:00. Inserito prodotto non raffreddato. Sugo spostato in abbattitore. Ricontrollo ore 16:45: +4 °C. Ricordata al personale la regola di raffreddamento. Firma L.C.» |
Per quanto conservare le schede
Il Reg. 852/2004 (art. 5, par. 4) chiede di conservare documenti e registrazioni «per un periodo adeguato», senza fissare un numero di mesi. La Comunicazione 2022/C 355/01 precisa che le registrazioni servono anche alle autorità per verificare il sistema e vanno quindi tenute abbastanza a lungo da permettere i controlli ufficiali. Stabilisci il periodo nel manuale e rispettalo; se hai dubbi, chiedi indicazioni al servizio di igiene degli alimenti della tua ASL.
Errori tipici che emergono ai controlli
- Valori tutti uguali per settimane (+4, +4, +4…): fanno pensare a una compilazione «a memoria». Tra le domande di audit suggerite dalla Commissione c’è proprio se le registrazioni sono coerenti con i valori osservati sul posto.
- Schede riempite a fine settimana con la stessa penna e la stessa grafia.
- Firme mancanti o sigle che non corrispondono a nessuno del personale.
- Nessuna azione correttiva accanto a un valore fuori soglia.
- Termometro mai verificato: se il display sbaglia di due gradi, tutto il registro è inaffidabile.
- Apparecchi nuovi non censiti: il frigo comprato a luglio non compare in nessuna scheda.
Sono gli stessi punti che trovi nella nostra checklist per il controllo ASL.
Modello di registro temperature da stampare
Stampa questa pagina oppure copia la tabella in un foglio di calcolo: usa una scheda al mese per ogni apparecchio. Il modello è gratuito e senza registrazione.
Attività: ____________ · Apparecchio: ____________ · Limite fissato dal piano: ______ °C · Mese/anno: ________
| Giorno | Ora (mattina) | °C | Firma | Ora (sera) | °C | Firma | Fuori soglia? Azione correttiva |
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Verifica del responsabile (data e firma): ____________________
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Domande frequenti
Il registro delle temperature è obbligatorio?
La norma impone di controllare la catena del freddo e di documentare la sorveglianza dei punti critici (Reg. CE 852/2004, art. 5 e Allegato II). La forma, cartacea o digitale, e la frequenza le stabilisce il piano di autocontrollo dell’attività.
Va bene un registro digitale al posto della carta?
Sì, se le registrazioni sono datate, riconducibili all’operatore e consultabili durante un controllo. Il D.Lgs. 27/2021 prevede che gli operatori diano accesso alle autorità anche ai propri sistemi informatici e ai documenti informatizzati.
Cosa scrivo se il frigo è fuori temperatura?
Valore rilevato, causa probabile, cosa hai fatto con gli alimenti e con l’apparecchio, chi l’ha fatto e l’esito del controllo successivo, con data, ora e firma.
Quante volte al giorno si rileva la temperatura?
Lo decide il tuo piano HACCP in base al rischio. Molti piani prevedono una lettura all’apertura e una alla chiusura, più quelle dopo lo scarico merce, un guasto o lo sbrinamento.
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